Investire con l’inflazione in rialzo è uno tra i più complicati scenari da affrontare, ma esistono strumenti che proteggono i patrimoni dalle conseguenze di un incremento dell’inflazione.

Investimenti e inflazione: lo scenario attuale

Quest’anno è iniziato con una forte volatilità che ha interessato tutti i principali mercati finanziari mondiali e ha coinvolto quasi tutte le principali asset class.

Una delle motivazioni che hanno innescato e reso violenti questi movimenti, è stata individuata nelle aspettative di rialzo dell’inflazione, specie negli Stati Uniti.

Ecco che allora diversi investitori si chiedono, e ci chiedono, come investire con l’inflazione.

In questo scenario particolarmente complesso, la risposta a questa domanda è tutt’altro che banale.

Come investire con l’inflazione è stato anche in passato uno dei quesiti che spesso hanno rappresentato una delle sfide più difficili da affrontare per tutti gli investitori, a tutti i livelli.

Facciamo un salto nel passato

Lo scenario è ogni volta differente, e in particolar modo quello che stiamo vivendo è particolarmente complicato, perché diversi strumenti d’investimento generalmente efficaci contro l’inflazione, oggi sono poco attraenti.

Uno su tutti è il mercato immobiliare, divenuto, per diverse ragioni che non affronteremo in questa sede, molto meno profittevole e nettamente più rischioso che in passato.

Storicamente, l’investimento immobiliare ha rappresentato un’ottima alternativa di investimento nel momento in cui l’inflazione era in rialzo, perché gli immobili seguivano gli incrementi dei prezzi attraverso l’adeguamento dei valori.

Questa eventualità, oggi, è assai poco probabile per le numerose problematiche che affliggono il mercato immobiliare, che difficilmente potrebbe consentire rialzi dei prezzi sensibili.

Gli strumenti per investire con l’inflazione oggi

Vediamo insieme qualche strumento che oggi può rappresentare una valida ed efficace risposta a come investire con l’inflazione.

Prima di iniziare l’analisi dei singoli strumenti è necessario fare una breve premessa.

In presenza di forti shock, abbiamo visto, anche nel recente passato, come le correlazioni possano saltare e come le asset class tendano a prendere tutte un’unica direzione con movimenti bruschi e violenti.

Ecco perché è doveroso evidenziare come gli strumenti che andremo ad analizzare possono essere idonei per investire con l’inflazione, ma non sono immuni dagli scenari negativi che si possono presentare sui mercati.

I BTP inflation linked: come funzionano

Una delle prime soluzioni che si possono utilizzare per settare i portafogli contro il rialzo dell’inflazione è quello di utilizzare strumenti che legano la propria redditività all’inflazione stessa.

Esistono diversi strumenti che presentano una remunerazione direttamente proporzionale ai livelli di inflazione registrata.

In primis i nostri BTP. Ne esistono di due tipi legati all’inflazione:

  • i BTPI;
  • i BTP Italia.

Sono molto simili ma hanno alcune caratteristiche differenti.

Cosa sono i BTPI?

Il BTPI indicizzato all’inflazione europea è un titolo di Stato che fornisce all’investitore una protezione contro l’aumento del livello dei prezzi: sia il capitale rimborsato a scadenza sia le cedole pagate semestralmente sono, infatti, rivalutati sulla base dell’inflazione dell’area euro, misurata dall’Eurostat attraverso l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC) con esclusione del tabacco.

I BTPI presentano una remunerazione indicizzata all’inflazione europea. Capitale e interessi sono infatti rivalutati sulla base dell’inflazione dell’area euro misurata dall’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IACP).

Il calcolo delle cedole dei BTPI

Le cedole pagate al sottoscrittore sono di importo variabile ma garantiscono un rendimento costante in termini reali, ovvero in termini di potere di acquisto.

L’ammontare di ciascuna cedola, infatti, è calcolato moltiplicando il tasso di interesse fisso, stabilito all’emissione, per il capitale sottoscritto rivalutato sulla base dell’inflazione verificatasi tra la data di godimento e la data di pagamento della cedola.

Il capitale rimborsato a scadenza è calcolato moltiplicando il capitale nominale sottoscritto per il coefficiente di indicizzazione, calcolato relativamente al giorno di scadenza. Tale coefficiente tiene conto della variazione dei prezzi realizzatasi durante la vita del titolo.

Qualora il valore del coefficiente di indicizzazione relativo al giorno di scadenza sia minore dell’unità, l’importo del capitale da rimborsare sarà pari al valore nominale dei buoni.

Questo significa che, nel caso in cui si verificasse nel periodo di vita del titolo una riduzione dei prezzi, l’ammontare rimborsato a scadenza sarebbe comunque uguale al valore nominale (100). (Fonte: Dipartimento del tesoro)

Cosa sono i BTP Italia?

I BTP Italia sono titoli di Stato indicizzati al tasso d’inflazione rilevato in Italia e presentano un meccanismo differente nel rimborso del capitale rispetto ai BTPI indicizzati all’inflazione europea appena illustrati.

Infatti, la rivalutazione del capitale viene corrisposta semestralmente con le cedole e non al termine, come accade con i BTPI.

Il BTP Italia è un titolo di Stato che fornisce all’investitore una protezione contro l’aumento del livello dei prezzi italiani: sia le cedole, pagate semestralmente, che il capitale, la cui rivalutazione viene anch’essa corrisposta semestralmente, sono rivalutati in base all’inflazione italiana, misurata dall’Istat attraverso l’indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati (FOI) con esclusione dei tabacchi.

Grazie al meccanismo di indicizzazione utilizzato, ogni 6 mesi è riconosciuto al detentore il recupero della perdita del potere di acquisto realizzatasi in quel periodo, attraverso il pagamento della rivalutazione semestrale del capitale sottoscritto.

Il calcolo delle cedole dei BTP Italia

Inoltre, le cedole, anch’esse pagate semestralmente, garantiscono un rendimento minimo costante in termini reali.

Infatti, l’ammontare di ciascuna cedola è calcolato moltiplicando la metà del tasso di interesse reale cedolare annuale fisso, stabilito all’emissione, per il capitale sottoscritto rivalutato sulla base dell’inflazione verificatasi su base semestrale.

Alla scadenza finale, il BTP Italia garantisce la restituzione del valore nominale sottoscritto. (Fonte: Dipartimento del tesoro)

Da sottolineare, come questi strumenti, essendo titoli di stato, godano della tassazione sul capital gain riservata ai titoli di stato, quindi con un’aliquota agevolata al 12,5%.

Investire in Treasury Inflation-Protected Securities

Volendo allargare lo spettro di inflazione a cui si intende essere ancorati si possono utilizzare diversi strumenti.

Si può quindi investire con l’inflazione americana, utilizzando i Treasury Inflation-Protected Securities, che sono l’alter ego dei nostri BTPI.

Il meccanismo di rivalutazione, sia delle cedole che del capitale, è identico a quello dei nostri BTPI, per cui la rivalutazione del capitale viene corrisposta a scadenza.

Chiaramente il parametro di indicizzazione utilizzato per la rivalutazione, sia delle cedole che del capitale, non è quello relativo all’inflazione dell’Unione monetaria europea, ma quello equivalente statunitense CPI-U (Consumer Price Index for All Urban Consumers).

Anche per questi strumenti, la cedola è di norma semestrale e anche questi, essendo titoli di stato, godono della particolare tassazione sul capital gain riservata ai titoli di stato, quindi con un’aliquota agevolata al 12,5%.

In presenza di particolari esigenze, è possibile prendere in considerazione altre aree geografiche per le quali utilizzare titoli di stato indicizzati all’inflazione.

Investire in ETF, fondi e Sicav Inflation Linked

Esistono poi tutta una serie piuttosto numerosa di strumenti passivi – ETF – e attivi – fondi e Sicav – che sono indicizzati all’inflazione o che investono in strumenti indicizzati ad essa.

Questi veicoli d’investimento utilizzano parametri e/o titoli legati a una o più aree geografiche cui il parametro fa riferimento.

Questo tipo di strumenti presentano numerosi vantaggi legati alla natura degli strumenti stessi presi in esame: costi, investimenti minimi, gestione attiva, gestione passiva, facilità di utilizzo, liquidabilità, diversificazione.

Anche queste tipologie di strumenti permettono di investire con l’inflazione in maniera diretta, agganciando quindi la remunerazione al variare dell’inflazione presa in esame, ma in più consentono tutta una serie di vantaggi legati alle peculiarità dei singoli strumenti.

Investire con i tassi in rialzo

Il rialzo dell’inflazione quando sensibile, comporta normalmente l’intervento della banca centrale dell’area di riferimento che contrasta questi movimenti con l’adeguamento al rialzo dei tassi ufficiali.

In molti casi, l’adeguamento dei tassi avviene anche in maniera preventiva, prima che i rialzi dell’inflazione si manifestino nella realtà.

Ecco che allora anche i titoli che presentano una remunerazione variabile legata ai tassi ufficiali, possono essere degli ottimi strumenti per investire con l’inflazione.

Anche in questo caso, la scelta relativa a quali strumenti scegliere è molto ampia. Bisogna tenere sempre presente, però, l’eventuale esposizione al rischio di cambio quando la selezione ricade su strumenti denominati in valuta diversa da quella del portafoglio preso in considerazione.

Investire nell’oro

Classico tra i classici, il re dei beni rifugio è uno degli strumenti più efficaci per investire con l’inflazione.

Storicamente, l’oro ha rappresentato uno dei principali beni rifugio contro il rialzo dei prezzi, per la sua capacità di adeguare il proprio valore al variare dei prezzi al consumo.

E’ necessario aggiungere che anche l’oro, in particolari situazioni di mercato, non rappresenta la panacea assoluta.

Negli ultimi anni, variabili differenti come il dollaro, il rallentamento della domanda (in particolare quella cinese) e l’influenza della finanza, hanno condizionato in maniera importante il valore del metallo giallo, che in alcune situazioni non si è comportato secondo le aspettative.

Investire in liquidità remunerata

Un’altra strategia che si può utilizzare per investire con l’inflazione è quella di scegliere strumenti d’investimento più o meno liquidi, che ben remunerino la liquidità.

Questi strumenti permettono di far trascorrere il tempo necessario affinché il rialzo dell’inflazione termini il suo corso e si possa quindi arrivare a una scelta più serena in termini d’investimento, senza aver rinunciato nel frattempo a una rivalutazione del capitale.

Esistono alcuni conti deposito e anche polizze di ramo primo, sufficientemente remunerativi, da rappresentare un’alternativa di parcheggio e di diversificazione, che consente di far passare la “tempesta inflattiva”.

Terminato dunque il ciclo rialzo dell’inflazione e le relative conseguenze su tassi e mercati, sarà possibile poi prendere le opportune decisioni d’investimento sul mantenimento o meno di questi strumenti.

Investire in azioni

In particolari scenari alcuni investimenti azionari costituiscono una risposta alternativa al quesito iniziale, come investire con l’inflazione.

Generalmente anche le azioni risentono e soffrono nei contesti di forte ripresa dell’inflazione, per una serie di motivazioni (risalita tassi/riduzione utili/contrazione consumi, ecc) che non staremo ad approfondire per non trasformare l’articolo in un trattato lungo e noioso.

Esistono però particolari contesti in un cui la crescita dell’inflazione non significa per forza deterioramento del ciclo economico.

Quando l’inflazione, anche se in crescita, viene mantenuta all’interno di certi parametri prestabiliti, in un contesto in cui anche l’espansione economica risulta in crescita, le azioni possono continuare nella loro salita.

È lo scenario desiderato, in questo particolare periodo, proprio dalle principali banche centrali, come la FED, la BCE e la BOJ.

Un po’ di sana e controllata inflazione può anche far bene all’economia.

Ecco che allora, in una condizione di crescita solida e duratura – conditio sine qua non -, anche se l’inflazione è in aumento, alcune azioni possono rappresentare un ottimo investimento.

Quali sono le migliori azioni su cui investire con l’inflazione?

La risposta è abbastanza semplice: quelle legate ai trend di crescita di scenario e quelle legate ai trend secolari che interessano quel particolare periodo storico.

Certamente questa scelta non è priva di rischi e bisogna essere pronti ad accettare la volatilità che comunque comporta un rialzo dell’inflazione, ma se questo non va a modificare i fondamentali e lo scenario di crescita non dobbiamo aspettarci grandi tracolli.

In questi contesti possono risultare particolarmente adatti alcuni strumenti azionari che adottano un approccio d’investimento “contrarian”.

Questi strumenti consentono di vendere e scaricare azioni dal portafoglio nei momenti di rialzo dei mercati, per poi tornare ad acquistare nei momenti di ribasso degli stessi.

Questo approccio disciplinato consente di ottenere una gestione attiva particolarmente adatta nei contesti di crescita, dove la volatilità innescata dai rialzi dell’inflazione tende a influire notevolmente sull’emotività degli investitori, che spesso prendono decisioni poco razionali che si traducono in distruzione di valore.

Mi permetto di sottolineare nuovamente che, come evidenziato poche righe sopra, “conditio sine qua non” è comunque il mantenimento dei fondamentali della crescita di fondo, su valori sensibilmente apprezzabili.

Quali sono i rischi di investire con l’inflazione?

E’ corretto riflettere anche sui rischi che comporta investire con l’inflazione.

Gli strumenti illustrati finora, anche se utili in contesti dove l’inflazione è in rialzo, non sono del tutto privi di rischi.

Ogni tipologia illustrata presenta un suo grado di rischio che va conosciuto e ponderato nella strategia complessiva del portafoglio adottato.

I rischi sono certamente differenti e va da sé che un investimento azionario presenta un grado di rischio nettamente differente da un conto deposito.

Ma va tenuto presente che, se lo scenario inflattivo da cui si vuole proteggere il portafoglio non si verifica, è molto probabile che gli strumenti deputati alla protezione possano rappresentare poi scelte che si rivelano assai poco remunerative, se non addirittura distruttrici di valore.

Come inserire le strategie d’investimento nel portafoglio

Non è certo semplice investire con l’inflazione in rialzo.

Se il timore del rialzo dell’inflazione è uno scenario che si vuole considerare discriminante, è necessario, come prima cosa, decidere quanto del nostro portafoglio si vuole destinare a questa particolare tipologia di strumenti.

E’ lecito anche pensare di costruire l’intero portafoglio per contrastare un eventuale scenario particolarmente influenzato dal rialzo dell’inflazione.

Va chiaramente preso in considerazione il rischio connesso ed è necessario essere consapevoli che uno scenario particolarmente deteriorato da un rialzo dell’inflazione comporta comunque condizioni difficili per la maggior parte dei mercati e delle asset class disponibili.

Se pensi che sia giunto il momento di proteggere il tuo portafoglio da un possibile rialzo dell’inflazione e non sai come fare, non esitare, fatti affiancare da un professionista preparato.

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