Qualche anno fa, usciva il film “Quanto costa morire”. La pellicola venne accolta in maniera fredda dal pubblico, tuttavia, ancora oggi, tratta un tema attuale e molto caldo per almeno due motivi.

Il primo è che l’Italia, dal punto di vista dell’ammontare delle tasse di successione, è storicamente un vero e proprio paradiso fiscale.

Il secondo è legato al fatto che l’incremento delle tasse di successione è una delle soluzioni proposte più di frequente per recuperare gettito fiscale.

Insomma, la revisione delle aliquote relative alle imposte di successione è un sistema semplice da attuare, efficace in termini di risultato e immediato nell’applicazione, a disposizione dell’apparato statale per innalzare con facilità le entrate.

Come definire il quadro della situazione sulle tasse di successione?

Tramandare un’eredità presenta diversi costi difficili da comprimere che vanno a gravare sul patrimonio destinato ai nostri figli o alle persone a noi più care.

Questi costi sono rappresentati dalle tasse di successione, che il nostro stato imputa agli eredi per il passaggio del patrimonio stesso, e possono incidere in maniera importante riducendo sensibilmente l’entità della proprietà.

Intervenendo per tempo, è possibile ridurre e, in qualche caso, evitare l’impatto di questi costi sul patrimonio.

È necessario avere ben chiari i diversi aspetti dello scenario di riferimento, ossia:

  • qual è il valore del patrimonio;
  • quali sono i costi e a quanto ammontano nelle diverse situazioni familiari;
  • come è possibile evitare o ridurre l’impatto.

Analizziamo ognuno di questi aspetti più da vicino.

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Come calcolare il valore del patrimonio che passa in successione? 

Il primo aspetto su cui porre la nostra attenzione è quello della definizione precisa del perimetro e del valore del patrimonio oggetto della tassazione.

Sono tre gli elementi che, agli occhi del fisco, costituiscono il patrimonio di una persona:

  1. beni immobili (terreni, immobili residenziali, produttivi e commerciali);
  2. attività finanziarie (conti correnti, strumenti finanziari);
  3. partecipazioni societarie (quote di società).

La somma dei valori degli attivi appena elencati rappresenta il patrimonio che passa in successione e sul quale vengono applicate le imposte.

Una volta sommati tutti gli attivi viene individuato il patrimonio che andrà suddiviso tra gli eredi secondo la legge.

I valori delle singole poste che vanno a costituire il patrimonio vanno calcolati in modi differenti:

  • per le attività finanziarie, essendo quotate, il calcolo è molto semplice e si ottiene sommando i valori delle stesse alla data del decesso;
  • per gli immobili, il valore preso a riferimento non è quello commerciale ma quello catastale;
  • per le partecipazioni societarie, gli articoli del D.Lgs. n. 346 – 1990 definiscono in maniera precisa come vanno effettuati i calcoli.

Per ragioni di sintesi non andremo a trattare in questa sede i temi legati alle modalità di calcolo dei valori delle poste degli attivi, che sono ad appannaggio dei professionisti del settore.

Quante sono le tasse di successione?

Sono tre le aliquote fiscali applicate a titolo d’imposta al patrimonio che passa in successione:

  1. 4% per i parenti in linea diretta;
  2. 6% per i parenti fino al quarto grado;
  3. 8% per gli altri soggetti.

La normativa prevede diverse franchigie da applicare al valore del patrimonio prima delle aliquote appena evidenziate, che di fatto diminuiscono la base imponibile e di conseguenza il valore delle imposte, nello specifico:

  • franchigia di 1 milione di euro a erede per coniuge o parenti in linea diretta;
  • franchigia di 100.000 euro per fratelli;
  • nessuna franchigia per gli altri eredi.

Negli altri paesi europei le aliquote sono di molto superiori a quelle italiane, sopra evidenziate. In alcuni paesi, infatti, si va oltre il 50%. Per questo motivo l’Italia è a tutti gli effetti un paradiso fiscale in questo particolare ambito.

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Come eliminare o ridurre l’impatto delle tasse di successione?   

Prima di affrontare questo aspetto è necessario fare un paio di doverose premesse, anche se potranno sembrare banali.

Innanzitutto, ogni situazione è a sé per diversi aspetti, come la struttura familiare e/o quella patrimoniale, quindi non esiste una soluzione che possa andare bene in tutti casi.

Poi, bisogna sempre tener presente che le formule magiche per far sparire il patrimonio o soluzioni per aggirare la legislazione non esistono. Se questo è il tuo intento, questo articolo non fa per te.

Tuttavia esistono diversi strumenti per gestire in maniera intelligente il passaggio generazionale

  • il testamento;
  • i patti di famiglia;
  • le holding;
  • il trust.

Oltre a risolvere situazioni patrimoniali complesse e peculiarità familiari definite, questi strumenti si possono rivelare molto efficienti per l’eliminazione o la riduzione dell’imposizione fiscale successoria.

Sono tutti strumenti che la legislazione italiana mette a disposizione per gestire differenti situazioni: familiari, societarie e patrimoniali.

Presentano una loro complessità e quindi meritano una trattazione dettagliata, calata nel contesto specifico del singolo caso.

Per approfondire questo tema ti invito a leggere il mio articolo in cui vengono analizzati questi strumenti. 

Leggi “La gestione del passaggio generazionale: come funziona e gli strumenti” a questo link:

Quali sono i titoli esenti da tassa di successione?  

Ci sono, però, anche strumenti di natura finanziaria e di natura assicurativa che, da codice civile, sono esenti dall’applicazione delle tasse di successione.  

Vediamo nel dettaglio quali sono:

  • titoli di stato italiani, quindi i titoli postali, regionali e comunali;
  • titoli equiparati, cioè quelli fiscalmente regolati dalla stessa tassazione dei titoli di stato italiani;
  • titoli del debito pubblico;
  • titoli di stato emessi da stati appartenenti all’Unione Europea o aderenti allo Spazio Economico Europeo;
  • titoli emessi da enti sovranazionali e organismi internazionali (Bei, Bers, Birs, ecc), che al momento sono equiparati ai titoli di stato italiani per effetto dell’articolo 12 del D. Lgs. 461/1997.

Tutti i titoli appena menzionati sono esenti dalle imposte del passaggio generazionale e non devono neppure essere inseriti nella dichiarazione di successione ai fini del calcolo del patrimonio oggetto del passaggio.

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Polizze vita e successione ereditaria   

Le assicurazioni sulla vita, al pari dei titoli di stato, sono esenti dalle imposte di successione e non devono neppure essere menzionate all’interno della dichiarazione di successione (art.1920 C.C).

Tali polizze appartengono al ramo primo, al ramo terzo o sono miste, ossia al loro interno contengono strumenti di entrambi i rami. Nello specifico, si tratta di:

  • polizze vita rivalutabili legate a gestioni separate;
  • polizze vita Unit Linked;
  • polizze vita Index Linked;
  • polizze vita multiramo.

Come evidenziato dall’art. 1920 del codice civile, le polizze vita non rientrano nell’asse ereditario. 

La designazione del beneficiario avviene con un atto unilaterale tra vivi o con testamento del disponente a favore di terzo. Il beneficiario acquista un diritto basato sull’impegno contrattuale della compagnia a liquidare una somma a titolo di indennità al verificarsi di un evento legato alla vita umana.

Riassumendo, dunque, le somme conferite in polizza non vanno in successione, non rientrano quindi nell’asse ereditario e la liquidazione dell’indennità al beneficiario non è assoggettata a imposta di successione.

Attenzione particolare va posta quando il beneficiario delle polizze vita è un soggetto terzo, al di fuori dell’asse ereditario, e verso il quale il contraente non aveva vincoli di mantenimento.

Le somme conferite nella polizze possono essere soggette a collazione dai legittimari se queste sono andate a ridurre le quote legittime, poiché si configurano come donazioni indirette.

Puoi approfondire le caratteristiche delle polizze vita leggendo il seguente articolo:

“Tassa di successione: calcolo, imposte e come pagare meno” al link sotto riportato

Come abbiamo visto, diversi sono gli strumenti a disposizione per rendere il passaggio del patrimonio meno oneroso dal punto di vista della tassazione per le persone a cui vogliamo bene.

Se pensi sia giunto il momento di fare un’analisi approfondita sulla tua situazione per trovare le giuste soluzioni per le tue esigenze specifiche, richiedi una consulenza.

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