Oggi che tutti i mercati, compresi quelli obbligazionari di norma più tranquilli, hanno vissuto giornate di fortissime discese, come non ne si vedeva da tempo, cresce il numero di investitori che, presi dal panico, non sanno bene cosa fare.

Chiunque abbia un capitale da proteggere si adopera per conservarlo, ma qualcuno si attiva troppo tardi e non gli resta che salvare il salvabile.

Come gestire il patrimonio, limitando i rischi, quando i mercati crollano?

Chiariamo subito che non è possibile fare miracoli, è un’utopia pensare di investire senza rischio quando i mercati crollano.

Il web è pieno di personaggi che in questo periodo si affannano a divulgare ricette portentose, ma quando uno degli indici più efficienti al mondo, lo S&P500, che rappresenta le 500 società americane più grandi in termini di capitalizzazione, perde più del 30% del suo valore in un mese, è difficile pensare che ci possano essere tanti investimenti che possano produrre utili, almeno nel breve periodo.

Questo grafico rappresenta proprio l’andamento dell’indice S&P500 dal 19/02/2020 al 20/03/2020. Come vedi, lascia poco spazio alle interpretazioni.

Ma se in queste situazioni diventa difficile guadagnare, non significa che non si possa proteggere il proprio portafoglio.

Vediamo insieme quali strumenti abbiamo a disposizione per proteggere i nostri investimenti.

Partiamo cercando di capire un concetto semplice, ma basilare, per comprendere cosa accade ai mercati finanziari quando cadono nel panico o nell’euforia, ovvero, cos’è la volatilità.

Se vuoi approfondire l’argomento, ti consiglio di leggere questo articolo: Come investire con la volatilità?

Cos’è la volatilità?   

Spesso in finanza si sente parlare di volatilità per spiegare certi andamenti dei mercati finanziari.

La volatilità potrebbe apparire come un concetto facile, quasi intuitivo, ma le cose non sono proprio così. 

Con volatilità, in finanza, si intende l’oscillazione dei prezzi di uno strumento finanziario, di un indice o di una materia prima.

Tale oscillazione implica l’oscillazione dei rendimenti. Dunque, se i prezzi oscillano anche i rendimenti degli strumenti osservati oscillano.

Più il prezzo, e di conseguenza il rendimento, di uno strumento finanziario oscilla, più lo stesso verrà percepito come rischioso.

Ecco che, allora, il concetto di volatilità è spesso sinonimo di rischio.

Rischio che, a sua volta, è rappresentato come la banda di oscillazione di uno strumento finanziario.

Ma torniamo alle oscillazioni, a cosa si riferiscono? Semplice, si tratta delle oscillazioni intorno al valore medio dello strumento osservato.

Adesso il concetto appare più chiaro: la volatilità rappresenta l’oscillazione del prezzo di uno strumento finanziario attorno al suo valore medio.

Più tali oscillazioni risultano ampie rispetto all’unità di tempo relativa al periodo di osservazione, più lo strumento è da considerarsi rischioso.

Va sottolineato che l’oscillazione può avvenire in entrambi i sensi, dunque sia in positivo che in negativo. La volatilità non ha per forza un’accezione negativa.

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L’indice di volatilità VIX 

La parola VIX è un acronimo, una sigla del Chicago Board Options Echange Volatilty Index, e rappresenta un indice della volatilità attesa sulle opzioni a trenta giorni dell’indice americano S&P500.

L’indice VIX non misura lo scarto dai valori attesi dell’indice, ma rappresenta una misurazione della volatilità attesa sull’indice.

È un indicatore molto importante per avere un ritorno di quello che il mercato si attende in termini di volatilità, su uno dei mercati finanziari principali del pianeta.

Come investire sul VIX? 

Esistono strumenti che replicano l’andamento dell’indice VIX e ti permettono di investire sulla volatilità in modo diretto.

Puoi quindi decidere di utilizzarli per investire con la volatilità come un asset class tradizionale, se ti aspetti un innalzamento della stessa.

Di solito sono degli ETF che hanno come sottostante l’indice VIX. Ne esistono alcuni addirittura a leva, per permetterti di speculare e non solo d’investire con la volatilità!

L’inserimento di questa tipologia di strumenti può quindi proteggere il tuo portafoglio da aumenti repentini della volatilità come quelli a cui stiamo assistendo in questi giorni.

Attenzione però, investire con la volatilità non è un’attività priva di rischio, tutt’altro.

L’andamento del VIX, ad esempio, nel corso del 2017, è stato una continua discesa, con tutte le implicazioni che questo ha comportato per gli investitori diretti su questi strumenti.

Nell’ultimo mese, invece, l’indice VIX ha più che triplicato il suo valore

Usare l’indice VIX come strumento di copertura

Investire con la volatilità attraverso il VIX e gli strumenti che ne replicano l’andamento è spesso un modo per coprire il portafoglio dalle oscillazioni dei mercati.

Il ricorso e l’introduzione di quote più o meno importanti di questi strumenti nel portafoglio, in presenza di mercati incerti, senza direzione e dominati da forti oscillazioni, può rappresentare un importante elemento di diversificazione e di decorrelazione.

Va da sé che nelle situazioni sopra descritte, utilizzare questi strumenti può significare estrarre valore da mercati che non esprimono valore sotto forma di rendimenti.

Va sottolineato che questi strumenti sono adatti a un utilizzo tattico di breve periodo. Non sono strumenti da detenere costantemente in portafoglio in ottica strategica.

In periodi come quelli che stiamo vivendo possono rappresentare un’arma non convenzionale per affrontare i mercati finanziari tradizionali che precipitano all’unisono, a patto di saperli gestire al meglio.

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Quali strumenti utilizzare quando crollano i mercati?  

Quando si verificano i crolli di mercato esistono differenti strumenti che rappresentano ottime soluzioni per diversificare. Ho preparato per te una carrellata con le opzioni a tua disposizione.

Investire in ETF short e opzioni put 

Passiamo ora in rassegna degli strumenti adatti per questo periodo, ovvero quelli che guadagnano quando i mercati, o i sottostanti, hanno un andamento negativo. Salgono se lo strumento sottostante scende, hanno un andamento contrario, semplice ed efficace.

Si tratta di strumenti che, quando le cose vanno male, guadagnano, a patto di saperli utilizzare bene. Non è automatico che sia facile guadagnare e tantomeno che siano privi di rischio.

A questo punto hai tre strade:

  1. coprire l’intero portafoglio o parte di esso, dalla costruzione, con opzioni o ETF short.
    Questa scelta è molto costosa, perché quando i mercati salgono, questi strumenti perdono di valore, molto rapidamente. L’effetto può essere quello di “bruciare” i guadagni che realizzi con il portafoglio direzionale che hai costruito;
  2. investire su opzioni o ETF quando si verifica il crollo dei mercati.
    Qui è necessario riconoscere la giornata negativa che rappresenta l’inizio del crollo. E in un secondo momento scegliere quei mercati che subiranno il crollo maggiore. Infine decidere di uscire un attimo prima che i mercati rimbalzino. In pratica serve un miracolo per fare tutto alla perfezione nel momento giusto. Bisogna azzeccare il market timing, ovvero quando entrare e quando uscire.
  3. creare una strategia “market neutral” rimanendo investito sugli indici più forti. In altre parole bisogna andare “lunghi” sugli indici che hanno maggior possibilità di riprendersi prima dal crollo e allo stesso tempo coprire questa esposizione attraverso opzioni put o ETF short, sugli indici che sono più deboli e che hanno più probabilità di subire altre perdite.
    Il margine di errore e il rischio intrinseco sono alti. Serve esperienza e una preparazione non scolastica, ma può rappresentare un’ottima opportunità per proteggere il portafoglio in fasi traumatiche.

Investire nell’oro

È universalmente riconosciuto come sinonimo di protezione dagli scenari negativi.

In tutto il globo si corre a questo strumento che non a caso viene definito “rifugio”, ma ci sono diversi aspetti che devi conoscere prima di utilizzare questa asset class.

La prima cosa che devi sapere è che con la Legge n.7 del 7 gennaio 2000 è stato liberalizzato il mercato dell’oro in Italia, stabilendo anche che l’oro da “investimento” è solo ed esclusivamente quello sotto forma di lingotti e/o monete che sono, o sono state, in corso legale nel paese di origine. Ciò significa che tutto l’oro che non sia in una di queste due forme non è utilizzabile come investimento.

La legge stabilisce, inoltre, quali sono i criteri di purezza per classificare l’oro come “da investimento”.

L’oro ha, al contrario di altri beni considerati di rifugio, un grande pregio: la quotazione ufficiale sui mercati regolamentati. Ci sono però diverse scelte da fare.

La prima scelta che devi effettuare è relativa al tipo di investimento che desideri fare, ossia devi decidere se acquistare oro fisico oppure oro “finanziario”.

Entrambe le soluzioni ti permettono di partecipare all’andamento del prezzo di questo bene, ma le caratteristiche delle due formule d’investimento possono essere molto differenti.

Investire nell’oro fisico

L’oro fisico lo puoi toccare con mano e ha il pregio di eliminare qualsiasi rischio controparte, può fallire il mondo ma il tuo lingotto sarà sempre nelle tue mani.

Certo è che ci sono delle problematiche di cui tener conto:

  • verifica della purezza e della qualità all’acquisto;
  • dove collocarlo per tenerlo al sicuro (casa, cassetta di sicurezza, banche dell’oro);
  • come custodirlo;
  • stipula di un’assicurazione dai rischi (sia in casa che in cassetta è consigliabile un’assicurazione ben definita);
  • costi di gestione (commissioni di acquisto e vendita/costi di custodia/spread/assicurazione);
  • come liquidarlo una volta deciso di vendere;
  • prezzo di vendita e valutazione della discrepanza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto;
  • illiquidità del mercato di riferimento (non esiste una borsa dell’oro fisico).

Ogni aspetto elencato merita una riflessione. Se desideri approfondire non esitare a contattarmi.

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Investire nell’oro finanziario 

L’oro “finanziario” elimina gran parte delle problematiche appena evidenziate.

La prima scelta da effettuare in questo caso è se acquistare azioni di società aurifere, quotate su mercati regolamentati, oppure se acquistare strumenti finanziari rappresentativi dell’andamento del prezzo dell’oro o ancora, sicav con mandati di gestione incentrati sul mercato dell’oro in senso lato.

Guardiamo quali sono gli elementi a sfavore di queste soluzioni:

  • rischio controparte, alcune di queste formule lo riducono ma non lo eliminano;
  • replica non sempre fedele del prezzo della materia prima;
  • minore decorrelazione ai movimenti dei mercati finanziari;
  • spread prezzo di acquisto e vendita;
  • utilizzo di strumenti derivati.

Che tu scelga l’oro fisico o quello finanziario è dimostrato che questa tipologia d’investimento ha una bassa correlazione con gli investimenti tradizionali come azioni e obbligazioni, ma anche con il petrolio.

Questa bassa correlazione diventa massima quando si verificano degli shock negativi veri e propri sui mercati, ecco che l’oro diventa davvero uno di quegli investimenti sicuri, un vero e proprio bene rifugio.

Infine, va dedicata una riflessione in merito a quanto oro detenere in portafoglio, perché anche il prezzo di questo bene non è privo di oscillazione.

Bisogna pesare in modo corretto quale percentuale di portafoglio destinare all’oro parametrando la stessa, in funzione dell’esposizione al rischio complessivo detenuto sui mercati di rischio tradizionali, attività che richiede preparazione.

Investire in obbligazioni High Grade 

Sono le obbligazioni di emittenti sovranazionali (BEI – BIRS) o governative con rating elevato di tripla A.

Questi strumenti durante le fasi di crollo dei mercati sono i protagonisti di un fenomeno definito “Fly to quality”.

In pratica diventano oggetto di investimenti temporanei, da parte di soggetti che non vogliono rischiare e che si accontentano dei rendimenti talvolta anche negativi.

Sono spesso oggetto d’investimento di soggetti istituzionali che non possono essere esposti al rischio di mercato, come fondazioni, assicurazioni, fondi sovrani e similari.

Il “Fly to quality” che si verifica con il crollo dei mercati fa alzare, in maniera automatica, il prezzo di questi strumenti.

Ci sono due aspetti che devi però avere ben chiari:

  • devi già avere in portafoglio questi strumenti, prima che si verifichi il crollo dei mercati;
  • devi essere molto rapido nella decisione di vendere questi strumenti per realizzare il guadagno in termini di prezzo.

La liquidità come asset class

In certe fasi di mercato molto incerte e in contesti di economia in recessione, si può scegliere di mantenere una quota più o meno ampia di portafoglio del tutto liquida.

Il primo effetto che questa scelta produce è quello di proteggere il patrimonio grazie al minore impatto che le oscillazioni hanno sull’intero portafoglio.

Una volta che la fase incerta esaurisce la sua forza, e ritornano condizioni più favorevoli all’investimento, è possibile un impiego della stessa liquidità.

La liquidità cumulata può essere utilizzata per cercare di intercettare le fasi di massima discesa dei mercati.

Questa è una strada molto difficile da percorre per diversi motivi: 

  • l’effetto sull’emotività che induce ad aspettare discese sempre più profonde prima d’investire. In pratica portando a non investire mai per paura;
  • riuscire a stimare quando una discesa è al suo massimo, è una chimera impossibile da raggiungere.

Per ovviare a queste situazioni si può stabilire una strategia disciplinata, che preveda l’utilizzo della liquidità cumulata in maniera strategica e intelligente per degli ingressi ricorrenti, e progressivi, sui mercati in relazione alle discese.

Questo utilizzo intelligente della liquidità consente di ottenere un basso prezzo medio di carico basso. Ciò può rappresentare un notevole punto di forza, anche di fronte a una piccola ripresa dei mercati di riferimento.

Il Piano d’Accumulo del Capitale (PAC)

Il Piano di Accumulo del Capitale (PAC), in un’accezione puramente tecnica, è una soluzione d’investimento che si spalma su tempi medio lunghi, ed è basata su versamenti di capitale periodici costanti nel tempo.

Quali sono i vantaggi dei piani d’accumulo del capitale?   

Proprio durante scenari negativi come quelli che stiamo attraversando, risaltano i vantaggi legati a questa soluzione di investimento che risulta molto adatta al contesto:

  1. eliminazione della componente emotiva. Investire in un Piano di Accumulo del Capitale significa ridurre i timori o gli entusiasmi legati a un’alta volatilità.
    Il risparmiatore non sarà stretto dalla morsa del dubbio. Non sarà motivato a investire solo quando i prezzi salgono e sono vicini ai massimi o a non farlo quanto le quotazioni scendono e sono vicine ai minimi. Lo farà, piuttosto, in maniera graduale, senza lasciarsi guidare dall’emotività.
  2. Assenza del Market Timing. I PAC aggirano abilmente i rischi legati all’investimento in un’unica soluzione, e quindi, tutte le difficoltà che da questa formula derivano.
    L’eliminazione della ricerca del momento giusto per investire, li rende indicati per chi ha un patrimonio importante da investire e desidera implementare il suo progetto finanziario riducendo i rischi di incappare nel momento sbagliato per farlo.
  3. Diversificazione del rischio. L’investimento nei PAC è diluito nel tempo e quindi è equamente frazionato e distribuito a prescindere dalle condizioni di mercato. Riduce in termini matematici i picchi di volatilità. Investendo in maniera costante nel tempo lo strumento permette di ottenere un prezzo di carico, che altro non è che la media ponderata dei prezzi di acquisto.
  4. Approccio progettuale. Questi strumenti fungono da criterio di ponderatezza: l’investitore è motivato, e in un certo senso obbligato, all’accantonamento prudente di una somma in modo costante al fine di costruire una posizione nel futuro.

Molto spesso il PAC viene considerato uno strumento di investimento per chi non ha grandi patrimoni da investire. Nulla di più sbagliato

Se lo strumento è utile e idoneo per chi non ha grandi somme da investire, è altrettanto vero che lo strumento risulta molto efficiente per chi ha grandi patrimoni da investire, ma vuole ridurre i rischi legati all’investimento in un’unica soluzione.

In tempi di mercati alterati e negativi, nessuna soluzione è perfetta. È utopico pensare di essere perfetti in questi scenari.

Ma se pensiamo che il mondo moderno non finirà con il Coronavirus e che torneremo alla normalità, questi strumenti, pur non perfetti, possono essere utilizzati in combinazione e alternanza nelle varie fasi turbolente.

Si può di certo proteggere il proprio patrimonio preservandolo dai crolli e dalla volatilità per poi passare all’attacco, appena le condizioni dei mercati lo permetteranno. E ritornare a guadagnare, tanto.

Perché guadagnare dai propri investimenti è giusto e, permettetemi, bello.

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